Tradizioni Future 2024

Per la seconda edizione, questa iniziativa culturale continua con l’intento di promuovere e valorizzare le produzioni artistiche di Sant’Antimo. Anche quest’anno, in un luogo storico aperto alla cittadinanza, Tradizioni Future si propone di portare alla ribalta autori locali di grande interesse ma ancora poco conosciuti, trasformando spazi abitualmente vissuti per altre finalità in luoghi impreziositi da una bellezza unica e inaspettata.

La seconda edizione di Tradizioni Future esplora il tema del Genius loci, ovvero lo “spirito del luogo”, nel contesto urbano di Sant’Antimo, concentrandosi sull’evoluzione e la trasformazione dei suoi luoghi storici. L’evento invita a riflettere sul rapporto tra spazio, tempo e identità, coinvolgendo gli artisti locali in un processo creativo che prende spunto dai testi della Collana Atellana. Ogni artista interpreterà la storia e la trasformazione di un sito specifico del paese, indagandone il ruolo attuale e ciò che esso rappresenta per i cittadini.

L’iniziativa mira a costruire un dialogo tra artisti e pubblico, offrendo una panoramica sulla ricchezza di linguaggi e prospettive culturali presenti nel territorio, spesso poco conosciute. Inoltre, Tradizioni Future si pone come una piattaforma per documentare e condividere il patrimonio culturale di oggi, contribuendo alla sua valorizzazione e stimolando una continua evoluzione creativa. Questo progetto rappresenta un’opportunità per preservare la cultura locale e proiettarla verso il futuro, incentivando artisti e cittadini a partecipare attivamente al dibattito sull’identità e la trasformazione del loro territorio.

Opere e artisti

Aprono la mostra di Tradizioni Future 2024, due lavori già esposti nella precedente e fortunata edizione 2023: il primo di Marco Fabozzo, il secondo di Danila Della Monica. 

Gli organizzatori per questa seconda esposizione hanno deciso di creare un filo che trasmetta ad ogni nuova esperienza, una connessione con la precedente, in modo da tessere un legame di continuità: un gesto di cura e riconoscenza per la memoria delle precedenti mostre.

MARCO ‘EDEN’ FABOZZO

Marco Fabozzo, meglio conosciuto come Marco Eden, da sempre asseconda il suo costante desiderio d’espressione. Prova a fare tutto ciò che possa aiutarlo a raccontarsi: scrive, suona, disegna. La grafica digitale è entrata nella sua vita come una delle tante curiosità da saziare, fino a diventare un lavoro da otto anni a questa parte. 
Collabora principalmente con musicisti che lo scelgono per dare un volto ed un immaginario estetico ai propri brani; tuttavia, ogni volta che può, si libera dalle commissioni e dagli incarichi per dare sfogo alla sua creatività incondizionata.

Opere esposte

SANT’ANTIMO 20X3, disegno digitale

“Gli extraterrestri Pino e Mauro Martis atterrano a Sant’Antimo convinti di trovare una città fantasma, spazzata via dalla dodicesima pandemia terrestre. Sfortunatamente atterrano durante un’inaspettata festa di paese…” (citazione dell’autore)

DANILA DELLA MONICA

Studentessa di architettura. Appassionata d’arte sin da piccola ed ispirata in età adulta dai grandi argomenti di emancipazione sociale: dal tema delle periferie fino a prendere in esame la propria soggettività. Espone la sua prima opera nel 2022 a Genova, vincendo la selezione per il concorso Ink-Astri.

Opere esposte

SA53, disegno digitale 

L’opera proposta in mostra impone la visione del prossimo futuro, catastrofico per il riscaldamento globale e per i mutamenti demografici. Una sintesi visiva sull’incessante ricerca di alcune innovazioni tecnologiche e sul loro uso. Una predisposizione meno funzionale e necessaria, spesso interessata allo spettacolo ed all’accessorietà. Attraverso questa esagerata parata per la festa patronale di Sant’Antimo, si perde la sfumatura umana della tecnologia per raggiungere una dimensione quasi grottesca.

AGOSTINO SAVIANO

Laureato presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, sezione decorazione, con il maestro Bugli, ha poi conseguito la laurea specialistica sotto la guida del maestro Longobardi. 
Ha maturato una notevole esperienza come restauratore di opere d’arte collaborando con varie Soprintendenze ed è attualmente impegnato in tale attività. In qualità di autore di opere pittoriche, ha ottenuto diversi riconoscimenti della critica ed espone tutt’ora in mostre di livello nazionale. 

Dalle sue opere emergono la passione, la curiosità, la ricerca che lo portano a confrontarsi con diversi generi pittorici ottenendo uno stile personale molto definito. Nei suoi dipinti esprime una visione del mondo tra il realistico ed il poetico accostando i colori per un bisogno istintivo, quasi primordiale, per rappresentare il mondo con occhi di fanciullo. 
Alcuni lavori sono accompagnati anche da brevi frasi, come a ricordare l’importanza della parola come universo segnico e comunicativo, a sottolineare come, in questa società basata su incredibili mezzi di comunicazione di massa troviamo, invece, il massimo dell’incomunicabilità fra le persone. 
La parola verbo-visiva diventa così un ulteriore mezzo per dare voce al proprio mondo interiore, per ampliare gli orizzonti della propria sensibilità e del proprio inconscio. 

Opere esposte

INGORDIGIA, tecnica mista su tela

FEMMINICIDIO, tecnica mista su tela

MIGRANTES, tecnica mista su tela

ROSA RIGA 

Da sempre amante dell’arte in tutte le sue forme e soprattutto affascinata dal creare qualcosa partendo da zero. Dopo la maturità all’istituto d’arte, ha continuato gli studi all’Accademia di Belle Arti di Napoli, scegliendo il corso di scultura.
Successivamente si è avvicinata alla realtà museale e quindi ad un aspetto più teorico, conseguendo la qualifica di Operatore dei Servizi di Custodia ed Accoglienza Museale.
Negli ultimi anni ha conosciuto e lavorato anche nell’ambiente educativo.
Attualmente studia e si impegna su come poter associare e magari unire entrambe le sue passioni: l’arte e la didattica, soprattutto con i più piccoli.

Opere esposte

IMPOSSIBLE, installazione temporanea

Impossible, riflessione sull’elemento libro/cultura nasce in seguito ad una passeggiata in Piazza Dante a Napoli, dopo aver visto decine e decine di libri impilati, in un giorno di pioggia, a sorreggere un tavolo. Il libro, di questi tempi, è considerato come un elemento fuori moda, eppure è attraverso quest’ultimo che le nuove generazioni possono costruire il proprio futuro, tramite l’istruzione. In quest’opera la cultura funge da “ruota” anche nella vita quotidiana, ma il trainare è però reso complicato dalla forma rettangolare del libro, attraverso la quale non è per niente facile riuscire a spostare la carriola. Gli organizzatori di Tradizioni Future 2024 si augurano che tale monito possa essere faro simbolico per la desiderata riapertura della locale biblioteca comunale, nonostante i continui ostacoli alla sua realizzazione.

CHRISTIAN RUSSO

Laureatosi in Arti Visive, Musica e Spettacolo presso l’Università di Salerno, è da sempre particolarmente affascinato dalle arti figurative e dalla loro grande potenza espressiva, di cui è adoratore, cultore, fautore, nonché egli stesso ideatore attivo.

Negli anni ha sempre coltivato la passione per il disegno con molta dedizione, sbocciando definitivamente nel 2014, durante il suo soggiorno per studio a Granada (Spagna), dove ha inizio ufficialmente il suo periodo di attività artistica. La sua arte sfocia in immagini sgretolate e mescolate nei propri shock emozionali, il più delle volte disegnate di getto e con i materiali più disparati, spesso riciclati e talvolta sperimentando inusuali tecniche pittoriche. Anche se alcune sue illustrazioni sembrano in parte connotate dalle influenze espressioniste, surrealiste e cubiste, lui adotta uno stile di espressione totalmente “libero” e “personale”, quasi un ritorno al primitivo, negando ogni schema accademico stabilito e ogni legame con le opere di artisti del passato.

Opere esposte

CICLO D’ANIME IN-ANIME, tecnica mista su carta
“Le opere descrivono una realtà che trascende quella conoscibile ai sensi, in cui tutto si fonde e confonde: sono lo specchio di una realtà deformata e mostrata bruscamente nei suoi lati più oscuri e nelle proprie debolezze senza filtri, con la crudezza dissacrante di chi ha maturato l’abitudine a vedere e non più a guardare i propri simili. Tramite la mia arte ho accolto e ascoltato il Mostro che è in me,  ho instaurato una relazione, ci ho fatto amicizia, a tal punto da divenire egli la mia ombra, una sorta di guida o angelo custode.” (citazione dell’autore)

ADELIO DESTAN 

Appassionato fotografo, da sempre nutre un forte senso di appartenenza ed affetto per la comunità santantimese. Questo legame indissolubile lo porta a partecipare assiduamente a tutte le attività che animano il paese. Fin da giovane, Adelio ha mostrato un talento innato per la fotografia, sviluppando una sensibilità unica nel catturare la bellezza dei momenti quotidiani e la profondità dei legami umani. Le sue fotografie non sono semplici immagini, ma narrazioni visive che raccontano storie di tradizioni, cultura e identità. Il suo lavoro è fortemente influenzato dal desiderio di preservare e valorizzare il patrimonio culturale e architettonico dei luoghi. Attraverso la sua arte, Adelio cerca di sensibilizzare il pubblico sull’importanza di salvaguardare questi tesori, affinché possano essere tramandati alle future generazioni.

Destan ha esposto le sue opere in diverse mostre, sia a livello locale che nazionale. La sua partecipazione alla mostra “Tradizioni future” è un chiaro esempio del suo impegno nel promuovere un dialogo tra passato e futuro.

Opere esposte

PROTECTOR TUUS SUM EGO, fotografia

L’opera cattura la facciata del Santuario, maggior simbolo culturale ed architettonico di Sant’Antimo. Adelio da sempre attratto dalla sua bellezza, attraverso questo scatto, vuole trasmettere il profondo legame con le sue radici e la sensazione di tranquillità che percepisce nel momento in cui ammira, alzando lo sguardo, la sua maestosità. È un invito a riflettere sul valore della nostra storia e a impegnarsi per proteggerla, affinché possa continuare a ispirare le generazioni future. Un richiamo alla devozione e all’impegno civico.

CARMINE CELLI

Nato a Napoli e cresciuto a Sant’Antimo è laureato in giurisprudenza. Attratto e affascinato da qualsiasi forma d’arte, coltiva molteplici interessi, come la fotografia, l’artigianato, la musica. 
Sempre aperto a nuovi stimoli creativi, sostiene che l’arte sia uno dei più potenti mezzi di comunicazione esistenti, rompe e poi trasforma i più solidi schemi, rinnovando anime e menti. 
Per lui l’arte è anche centro di socialità, un punto che immagazzina idee e sviluppa pensiero critico, diventando spesso potente messaggio politico e di denuncia. L’autore attraverso questo scatto vuole comunicarci tutto il  profondo disagio e le difficoltà che vive il suo territorio.

Opere esposte

TERRA VIA, fotografia

Con questa foto l’artista ha voluto rappresentare il fenomeno dell’emigrazione attraverso un abitante della provincia nord di Napoli, precisamente Sant’Antimo: un uomo si appresta a prendere il treno in cerca di vita migliore, nella valigia ha portato con sé solo un pugno di terra dove si intravedono ancora  sprazzi delle sue radici. La terra sente e condivide la malinconia dell’uomo, scivola via dalla valigia quasi a formare un sentiero, lo aspetta ricordandogli la strada verso un sospirato e futuro ritorno.

ZOE FERRARA

Nel 2014, dopo il primo diploma in fotografia presso la Scuola Internazionale di Comics, inizia ad occuparsi di fotografia di eventi collaborando con magazine online e produzioni come Music Coast to Coast, Ufficio K e Rockit Italia. Da questa esperienza e la passione per la cultura underground, deriva il suo lavoro di laurea “Questa stanza piena di gente”, un archivio fotografico sul mondo della musica punk napoletana dell’ultimo decennio. La sua produzione fotografica è tracciata da una linea che unisce il mondo del reportage musicale a quello della fotografia d’arte. Laureata in Fotografia presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, concentra la sua attività fotografia nell’ambito dell’autoritratto. Nel 2023 partecipa alla mostra collettiva “Corpo-Casa” a cura di C. Pirozzi e A.Biasiucci dove presenta il suo ultimo lavoro “Straticore”.

Opere esposte

BUIO INODORE, collage fotografico su carta da affissione

Un ragionamento sul senso di trasformazione dei corpi derivanti dall’attraversamento di luoghi nuovi e inesplorati, causa di mutazioni e senso di estraniamento man mano che l’esperienza di tale luogo si fa intima e quotidiana. L’artista immagina che le plausibili trasformazioni del corpo, in un senso magico ed innaturale, emergano nell’unico spazio che il corpo può occupare, in questo caso, uno spazio oscuro ed inospitale, senza testimoni di tale trasformazioni ad osservarne gli effetti. Buio Inodore ricerca questo momento di trasformazione in cui l’uomo e il luogo raggiungono la minima distanza possibile, scambiandosi vicendevolmente attributi e connotazioni, diventando altro.

CORRADO VOLPICELLI

A diciotto anni, dopo un’adolescenza ricca di stimoli, tenta il primo approccio con la fotografia, mosso da una propensione per il racconto e la conoscenza. 
La ricerca del dettaglio e di nuove prospettive, lo spingono verso la bellezza naturalistica e paesaggistica, tanto da valorizzare e ricercare nuovi punti di vista sul territorio. A ventitré anni il passaggio verso l’arte, il quale gli permetterà di partecipare a mostre e a nuove esperienze formative. 
Lo spirito d’osservazione e la necessità di esprimersi, lo indirizzano verso la street photography, successivamente alla ritrattistica. Nel 2019 il primo progetto a tema, un personale omaggio alla sensualità femminile, che gli permetterà di sperimentare nuove forme di erotismo. 
Nel 2020 e nel 2022 parteciperà alle esposizioni del Contemporary Art Museum di Casoria, portatrici di nuovi confronti con il pubblico ma soprattutto di stimolo per la propria inventiva artistica.

Opere esposte

SPIRITO-MATERIA, fotografia

Una Sant’Antimo proiettata verso l’alto. Simboli di una città che si elevano al cielo. Corpi celesti che si innalzano su edifici di culto, testimonianza degli aspetti più profondi della vita. Un’esperienza spirituale vissuta nel pieno contesto urbano, passando per i fulcri religiosi del nostro paese, un percorso artistico e culturale attraverso la meditazione.

FRANCESCO TORRICO

Figlio e nipote di cestai, inizia ad intrecciare all’età di 8 anni con il padre. Attualmente dipendente nel MiC, non mette mai in secondo piano l’amore, ma soprattutto la salvaguardia per Madre Natura.
Porta avanti come hobby, la tradizione di famiglia, collaborando con artigiani sia italiani che stranieri.

Opere esposte

INTRECCIO DI TRADIZIONI, vimini e canna

“La realizzazione di contenitori utili per la vita quotidiana con materiale vegetale, un tempo tanto utilizzati, è stata totalmente sostituita dalla plastica, uno dei mali dei nostri giorni. Tradizione della nostra terra, in un passato nemmeno molto lontano, il nostro territorio esportava un prodotto d’eccellenza in un tutta Europa: la noce santantimese. Collegandomi al tema del Genius loci, più che cercarlo all’interno di un’architettura o di un’opera d’arte, trovo quest’ultimo in una “tradizione” che in passato era parte integrante della vita del posto. Ho così intrecciato personalmente un cesto in vimini e canna (nello specifico Salix alba e Arundo donax) posizionandolo d’avanti all’immagine in mostra, quasi come se quel contenitore utilizzato per la raccolta ed ormai in disuso, fosse uscito dal disegno. Un messaggio per invitare a non abbandonare quelle tradizioni ma cercare di custodirle e tramandarle. Sapere che ancora esistono. Trovarlo nel sapere di mani che lavorano con lentezza materiali biodegradabili e quindi non nocivi. Farlo arrivare a chi, come noi, è intenzionato a ricordare il nostro territorio come Campania Felix e mai più come Terra dei fuochi.” (citazione dell’autore)

ANNA ALMA 

Dopo aver frequentato l’Accademia di Belle arti di Napoli ed aver partecipato a varie mostre nazionali, oggi intraprende con successo la carriera di tatuatrice in un rinomato studio napoletano.

Opere esposte

SOFFOCARE,  acqua tinta su lastra di zinco, carborundum su lastra di zinco; stampa calcografica su foglio rosaspina color avorio, 220 g/m2

Realizzata presso il laboratorio di incisione calcografica  dell’Accademia di belle Arti, dove per effettuare le stampe viene utilizzato un torchio originale dell’Ottocento.
Per quest’opera sono state realizzate tre matrici, due con la tecnica dell’acquatinta dalla quale si ottengono le più svariate gamme cromatiche con effetti simili all’acquerello.

LUIGI FINALE

Luigi, un appassionato di colori e combinazioni, ha abbracciato la pittura durante l’epoca della pandemia, senza aver mai compiuto precedenti esperienze artistiche. Con un approccio diretto alle tele, Luigi sperimenta la pittura astratta, canalizzando le sue emozioni attraverso pennelli e spatole. Attratto dall’armonia cromatica, cerca costantemente gli abbinamenti perfetti che rispecchiano il suo umore in comunione ai colori e le sfumature del momento. Le sue opere sono una testimonianza autentica di questa personale avventura artistica.

Opere esposte

FRANTUMAZIONE SUL VELO DI MAYA, acrilico su tela

L’opera rappresenta la complessità della percezione e la natura frammentaria della realtà. Su uno sfondo sobrio, frammenti di vivaci esplosioni emergono, introducendo elementi di energia e dinamismo. 

Linee incisive attraversano la superficie, creando un senso di tensione e frammentazione. Il titolo evoca l’idea che ciò che percepiamo è spesso un’illusione, un velo che nasconde la vera essenza delle cose. L’interazione tra frammenti vivaci e linee spezzate riflette la nostra continua ricerca di significato e verità in un mondo complesso e stratificato. L’opera sfida lo spettatore a guardare oltre le apparenze e a scoprire la bellezza nell’integrità del frammento.

MARTIN HICKSE

Martin Hickse, un enigmatico pseudonimo che nasconde un passato ignoto, si destreggia nell’arte pittorica come un abile alchimista delle emozioni. Attraverso tele astratte ed audaci pennellate di colore, riesce a canalizzare un’infinita gamma di sentimenti contrastanti. Le sue opere sono un incrocio tra il tragico ed il bizzarro, il buffo ed il sanguinolento. Viene a crearsi così una sinfonia visiva di sensazioni che rapiscono lo spettatore, invitandolo ad esplorare il caos interiore dell’artista. Nella sua ricerca di combinazioni inaspettate, Martin Hickse ricerca una creatività selvaggia ed una visione propria del mondo.

Opere espost

RITORNO A CASA, acrilico su tela

“Ritorno a Casa” rappresenta un viaggio nell’intimità più oscura e profonda dell’anima. 
L’opera è stata interpretata per riflettere il coinvolgersi di colori intensi e profondi che evocano una dimora, ma una dimora avvolta nell’ombra e nel mistero.
I colori scuri, mescolati con tonalità contrastanti, creano un ambiente che è allo stesso tempo accogliente e inquietante. 
Questo dipinto esplora l’idea che l’identità più intima sia spesso oscura e complessa, un luogo di profonda introspezione e riflessione. L’opera invita lo spettatore a confrontarsi con la propria interiorità, riconoscendo la bellezza e la complessità della propria “casa” interiore.

ANDREY MALYKH &  ANASTASIA PRASOVA & MARCO PUCA 

Andrey e Anastasia si sono conosciuti nel 2021 a Tomsk, in Siberia, dove oggi studiano entrambi alla facoltà di filosofia. Anastasia racconta così il loro incontro: «Erano le sette del mattino, il guardiano dello studentato era probabilmente ubriaco. Mi accolse cordialmente, lasciandomi entrare per farmi accomodare nella hall, seduta su un tavolino al fianco di un ragazzo. Il nostro cupido ci lasciò lì, come se non fosse mai esistito. Per un po’ di tempo pensammo che quell’uomo fosse stato un fantasma, ma un mese dopo lo rivedemmo. Eravamo appena arrivati, entrambi provati dal lungo viaggio. Non ci conoscevamo ancora. Il silenzio all’ingresso, due valigie. Andammo a fare una passeggiata. Dopo due settimane, ci sposammo. Ci eravamo appena conosciuti, ma è come se avessimo camminato insieme per tutta la vita, prima di incontrarci, tenendoci per mano. Ognuno ha portato una parte di sé: Andrey i disegni, io le poesie».

Opere esposte

IL MALE FU ACCIUFFATO IN UN PUGNO, poesia (resa grafica e traduzione di Marco Puca)

Anastasia parte sempre da un verso, è la prima cosa: lo scrive subito. Quel primo verso è un concentrato di sentimento e pensiero, il risultato di un periodo-esperienza. Quel primo verso traccia una linea, rimuove l’intensità di sentimenti e pensieri, trasformandoli nella carne della parola e formando una nuova armonia spaziale di immagini. Gli eventi che colpiscono più profondamente l’autrice danno origine ai versi che si sommano tra loro e strutturano il proprio mondo. Le parole generano associazioni, si abituano l’una all’altra e danno vita a nuove costruzioni. Si ascolta il mondo, si cerca di dominarlo attraverso la parola, si lascia che il mondo entri nel seno di una combinazione di lettere e, formando uno spazio-mondo attraverso i significati, si esprime nella propria unicità. 

Secondo Anastasia, la poesia è proprio questo: unicità dei sentimenti e dei pensieri dello scrittore che si intrecciano con il mondo, un’espressione della tensione interiore dello scrittore.

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SENZA TITOLO, disegno: Andrey Malykh; fotografia: Andrey Malykh, Pasquale Gravina

SENZA TITOLO, disegno: Andrey Malykh; fotografia: Andrey Malykh, Marco Puca

Lo stile di Andrey ha poco a che fare con l’arte: sin da giovane ha sempre voluto essere un filosofo, è sempre stato attratto dall’astratto. La base delle sue opere parte da un disegno, Andrey non sa mai cosa sta descrivendo esattamente: il suo processo è pura situazionalità, attività. Non ci mette molto, ma il processo creativo – seppur non sia ragionato – è sempre ordinato, si organizza da solo. Tale processo è un’astrazione del movimento. Mostra la cosa comune che è in ognuno di noi, ciò che esiste prima della ragione, ciò che non ha bisogno della ragione. Non è arte, è filosofia.  Entrambe le opere sono una combinazione (sovrapposizione) di tre strati: il primo strato è il disegno; il secondo strato è la foto di un tessuto; il terzo strato è la foto di un luogo abbandonato di Sant’Antimo.

Scannerizza i QR-code per scoprire il processo dietro la sovrapposizione delle immagini
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LUIGI GELSO

“Faccio le foto da un sacco di tempo.”

Opere esposte

ABBACANTE, fotografia

“Silenzi! vuoti! 
Geometrie aride di strade e palazzi disegnati nel limbo dell’assenza dei vivi, a mezz’aria tra cielo e terra: disabitato deserto! Alberi muti di respiri, passi solitari e sordi! Abbracci senza corpi nell’aria deserta, occhi smarriti di ogni desiderio, in attesa del novello ADAM. Piantare la tenda, colorare le vite nell’incontro con gli altri.” (citazione dell’autore)

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