Tradizioni Future IV edizione 2026

Dal 30 maggio al 1 giugno si è svolta “Capace di stupore”, la mostra organizzata da Noli Timere dedicata al gioco come dimensione fondamentale dell’esperienza umana: non solo momento ludico, ma spazio di immaginazione, ricerca e apertura verso nuove possibilità.

La mostra si è sviluppata in due luoghi espositivi di Sant’Antimo: il Chiostro di Santa Maria del Carmine, in via Cardinale Verde 2, sede principale che ogni anno accoglie il progetto espositivo promosso dall’associazione, e lo spazio espositivo di via B. Di Martino 10, che ha ampliato il percorso permettendo un ulteriore dialogo tra opere, linguaggi e prospettive.

Al centro del progetto c’era un’idea semplice ma profonda: il gioco non come fuga dalla realtà, ma come strumento per comprenderla. Giocare significa creare regole, modificarle, sperimentare possibilità, immaginare scenari alternativi. È uno spazio in cui realtà e finzione si incontrano e dove anche l’arte può diventare un terreno aperto, capace di mettere in discussione ciò che consideriamo abituale.

Le opere presentate hanno interpretato il gesto ludico in modi diversi, attraversando temi come la memoria, l’identità, la relazione, l’immaginazione e il rapporto tra reale e virtuale. Più che rappresentare il gioco, gli artisti sono stati invitati a trasformarlo in un metodo: un modo per coinvolgere lo spettatore, generare domande e creare nuove forme di partecipazione.

“Capace di stupore” nasce infatti dalla convinzione che lo stupore sia ancora oggi una forma di conoscenza. Come nel gioco, anche nell’esperienza artistica è necessario lasciarsi sorprendere, accettare l’imprevisto e guardare il mondo da una prospettiva diversa.

Gli scatti realizzati durante i giorni della mostra raccontano volti, opere e momenti condivisi, offrendo uno sguardo sull’atmosfera che ha accompagnato “Capace di stupore”.

Ringraziamo Magazine Informare per aver dedicato spazio a “Capace di stupore” attraverso un’intervista realizzata durante i giorni della mostra. Un’occasione preziosa per raccontare il progetto, approfondire il tema del gioco come strumento di ricerca artistica e riflettere sul valore dell’arte come possibilità di incontro e partecipazione.

Nel corso dell’intervista è emersa anche la necessità di costruire spazi dedicati all’arte e alla condivisione, in un territorio come quello di Sant’Antimo dove spesso mancano luoghi pensati per l’aggregazione e per la libera espressione creativa.

Attraverso le voci di alcuni membri dell’associazione e degli artisti coinvolti, Magazine Informare ha permesso di raccontare “Capace di stupore” non soltanto come evento espositivo, ma come parte di un percorso più ampio: un tentativo di creare una comunità intorno all’arte, offrendo uno spazio in cui incontrarsi, immaginare e mettersi in gioco. L’intervista ha restituito così la dimensione più profonda del progetto, mettendo in luce il legame tra pratica artistica, territorio e possibilità di costruire nuovi luoghi di relazione.

Abbiamo raccolto in un reel alcuni momenti di “Capace di stupore”: un piccolo racconto per tornare tra gli spazi della mostra, le opere e gli incontri che hanno animato questi giorni.

“Capace di stupore” è stata realizzata in collaborazione con l’associazione Apothecanova che ringraziamo per aver accompagnato il progetto con attenzione e sensibilità.

Con “Capace di stupore” abbiamo voluto creare un luogo in cui l’arte potesse tornare a essere anche incontro, scoperta e possibilità. Perché il gioco, così come l’arte, continua a esistere davvero quando riesce ancora a sorprenderci.

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